Soundtrack: Duane Eddy, Rebel Rouser
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arrivati alla seconda tappa del giro di Washington, l'unica città che ricordiamo, ha solo salite e neanche una discesa!
eravamo rimasti alla sconvolgente rivelazione che la casa bianca...in realtà non è poi sto granchè!
abbiamo quindi proseguito verso il "museo-delle-robe-volanti".

Andiamo ai dettagli tecnici della questione: le ragazze hanno prese le bici cittadine e ovviamente...siamo riuscite ad uscire da 2 parti diverse dal museo, perciò mentre noi eravamo in pausa caffè loro si sono avviate al Jefferson Memorial...una bella passeggiata verso l'obelisco (che invece è stata una ENORME rivelazione..e non per la sua forma fallica) e nel giro di 10 minuti...eccoci davanti allo specchio d'acqua che incornicia il memoriale.
Molto bello l'effetto che ci ha dato arrivandoci.
Sarà stata la sorpresa, il tramonto, la calma e la quiete del posto forse...ma sembrava di essere al riparo dal tram tram della città governativa più famosa del mondo (per colpa sopratutto di Indipendence Day...film supertrash ma cult su Italia1).
Quello spiazzo davanti all'elegante scalinata aspettava solo noi...in sella alle nostre biciclette sgangherate! ma...le altre?! scomparse...e con tutto che noi con il caffè abbiamo fatto con calma erano fuori tempo di almeno una mezz'ora...eh vabbè! foto, fotine...e si va da Babbo Abramo..per fortuna in questo caso era tutto a portata di ruota quindi a parte qualche manovra italianissima in mezzo ai ponti, siamo riuscite ad arrivare abbastanza velocemente al Lincoln Memorial che si trova esattamente davanti alla Piscina Specchio....che sognavo da quando ho visto per la prima volta Forrest Gump (avrei voluto fare anche io questo https://www.youtube.com/watch?v=23efU7QYGtM)
e qui ci siamo godute la sera, il calare del buio e poi la notte illuminata in lontananza dal viale della piscina e dall'Obelisco e il Capitol che si stavagliano dritti e orgogliosi contro il cielo prima viola..poi via via sempre più simile ad una marmellata di more.
Il gruppo si è ricongiunto e abbiamo capito la croce di quelle poverine (oltre ad una mongola che non ha capito come funziona qui e cioè se ti butti in mezzo alla strada...ti mettono sotto!! a volte penso che i calabresi abbiano il gene dell'intelligenza downregolato!): ogni 30 minuti dovevano fermarsi ad una stazione per non pagare costi aggiuntivi..quindi invece di andare dirette al Jefferson Memorial hanno fatto un giro più lungo (crasi nuorese: "bette ziru"). Momento di solennità al monumento per i caduti nella guerra del Vietnam..è stato intenso. L'atmosfera cupa della notte ha dato un altro significato a quella lapida lunga metri...
Ci siamo avviate verso la nostra bettola per dormire ESAUSTE! L'unica cosa che ci ha salvato è stato il joint sul tetto e la cena Etiope...da gustare tutta senza forchette e rigorosamente con le mani!
Io ho dormito come una bimba mentre le altre non si sono nemmeno spogliate tanto erano innoridite dai nostri fantasiosi corredi!
Il giorno dopo con grande meraviglia abbiamo scoperto che non si trattava di un giorno qualsiasi...ebbene si...MARATONA (strano eh)!! per la precisione 15k Marine Marathon
...una vivace folla di marines e civili, chi in divisa chi no seguivano il percorso verso il cimetero nazionale di Arlington offrendo casino, bande militari, limoni e zucchero!un vero spettacolo...ma qui la cultura della corsa su strada...è una cosa seria (lo scopriremo molto presto noi runners di Filadelfia alla Gore-Tex). Abbiamo seguito la corsa con grande partecipazione in bici fino alla nostra meta ultima...il cimitero nazionale appunto. Nonostante l'atmosfera allegra è stato comunque come immergersi in una vasca di mercureo silenzio.
Il luogo dell'eterno riposo di migliaia di caduti delle due grandi guerre, gli sconosciuti, i giovani del Vietnam e lui... una figura storica che ha cambiato gli Stati Uniti con le sue parole...purtroppo non abbastanza, ma il suo messaggio resta inciso non solo in una lapide, aspettando che i cittadini di questo paese lo possano comprendere: JFK .
La bandiera a mezz'asta in lontananza ricorda un lutto che non si supera, una svolta rubata e una rabbia struggente... torniamo verso il nostro autobus con una riflessione sulle novità che ha portato questo viaggio, ricordando ogni attimo come se fossero passati anni...sviscerandolo come se fosse appena accaduto...arrivederci Signor Kennedy.









